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Florence Research (University of Florence)· 2016

“Al suon di questa cetra”. Ricerche sulla poesia orale del Rinascimento

Luca Degl’Innocenti

Short summary

This book argues that much Renaissance poetry, including that of famous figures like Machiavelli and "l'Altissimo," was intended for oral performance, not just written circulation, and was commonly experienced through voice, music, and presence.

AI-generated from the title and abstract; the full text is not read.

Key points

  • Many Renaissance poets, including Machiavelli and "l'Altissimo," practiced oral poetry, not just written.
  • Oral poetry was disseminated and enjoyed through voice, music, and live presence, not solely text.
  • This practice involved a wide range of figures, from humble street singers to major publishers and literary authors.
  • The research combines textual analysis, iconographic research, biographical investigation, and bibliographical discoveries.

AI-generated from the title and abstract; the full text is not read.

Abstract

Perché mai, se un poeta del Rinascimento dice «leggi quel che scrivo» crediamo che faccia sul serio, ma se dice «ascolta quel che canto» pensiamo a una figura retorica? Forse perché a quel tempo la circolazione scritta della poesia era normale e quella orale invece no? O forse perché sembra così a noi oggi, che i testi di allora li leggiamo soltanto ma non li ascoltiamo ormai più? Questo libro mostra che di solito la risposta giusta è la seconda. Partendo dal caso dell’Altissimo, celebre canterino improvvisatore, e arrivando a quello di Machiavelli, riscoperto improvvisatore anch’egli, vi si incontrano strada facendo umili cantimpanca e grandi editori, autori cavallereschi e artisti inventori, illustri letterati e oscuri ciarlatani, tutti accomunati dalla pratica orale della poesia. Una poesia “orale” non certo perché estranea alla scrittura, con la quale anzi dialoga fittamente, ma perché diffusa e goduta comunemente attraverso voci, suoni, musiche e presenze. Le analisi testuali, le ricerche iconografiche, le indagini biografiche e le scoperte bibliografiche che si alternano in queste pagine rivelano che questo era il caso di gran parte della poesia narrativa, lirica e morale del Rinascimento, e che per molti poeti del tempo cantare «al suon di questa cetra» non era affatto una finzione retorica, ma un modo reale di fare poesia.

The authors' abstract, as published at the source. Florence Research (University of Florence), 2016 · DOI ↗

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